Un nuovo cambio di paradigma

Un paradigma è un sistema di credenze condiviso attraverso il quale gli individui interpretano la realtà e impostano le loro scelte. Stiamo senza dubbio attraversando un particolare momento evolutivo, caratterizzato da un radicale mutamento del paradigmi in quasi tutti i campi dello scibile umano.

Questa rivoluzione è iniziata in ambito scientifico circa cento anni fa, quando la descrizione fisica classica del mondo subatomico ha dovuto cedere il posto alla nuova visione della fisica quantistica, anche a causa di nuovi risultati sperimentali: basti pensare all’esperimento della doppia fenditura e al fenomeno dell’entanglement.

L’idea ottocentesca, positivista, di poter prevedere perfettamente l’evoluzione dei fenomeni a partire a condizioni iniziali note è stata allora rimpiazzata, nel mondo dell’infinitamente piccolo, dalla nozione di probabilità, di potenziale. Negli stessi anni Einstein formulò la celebre Relatività generale e in campo psicologico Freud introduceva l’inconscio come importante fonte e origine di molti comportamenti dell’uomo, successivamente allargata alla visione dell’inconscio collettivo di Jung. Contemporaneamente in letteratura Pirandello ci invitava a una visione relativistica nell’esperienza dell’uomo, e nell’arte le avanguardieponevano più di un punto di rottura con la tradizione precedente.

Recentemente, a fianco della descrizione newtoniana,meccanicistica, lineare, secondo cui per ogni evento è sempre possibile individuare un rapporto causa-effetto, anche nel campo della medicina e della biologia assistiamo alla necessità di una prospettiva anche di tipoolistico. Ogni organismo individuale è un sistema di componenti interconnesse in cui l’intero è più della somma delle parti. Gli scienziati riescono oggi ad analizzare e a scomporre l’essere umano fino alladimensione molecolare, ma continua a sfuggire loro il senso della vita, come se ci fosse qualcosa di più di quei pezzi che osserviamo e a cui

cerchiamo di ricondurre le cause dei fenomeni viventi. Sempre più ricercatori si stanno rendendo conto che l’approccio riduzionista delle scienze naturali, che considera gli organismi soltanto come insiemi di cellule, organi e apparati regolati da leggi biochimiche, non è più sufficiente a spiegare l’enorme complessità dell’essere umano, e la varietà delle sue espressioni e le sue straordinarie facoltà di trasformazione e adattamento agli stimoli esterni e interni.

Verso una nuova visione dell’uomo

Siamo di fronte dunque alla necessità di una nuova visione dell’essere umano: non più come un povero tapino, in lotta con tutto ciò che lo circonda, alla mercé di un mondo ostile o di un destino crudele, ma una creatura cosciente e senziente di natura divina (cioè connessa allafonte da cui tutto origina), che interagisce con tutto ciò che la circonda,immerso in una rete di relazioni interconnesse che spesso vanno al di là del mero rapporto di causa-effetto del paradigma riduzionista.

In questi anni ci stiamo rendendo conto che le nostre scelte individuali in tema di ambiente influenzano tutto il pianeta. Pensiamo ad esempio alle isole di spazzatura che si stanno formando negli oceani di tutto il mondo. Possiamo escludere che in mezzo a quei milioni di tonnellate di plastica che compongono le garbage patch non ci sia anche una nostra bottiglietta di acqua o la confezione di qualche prodotto alimentare da noi acquistato?

Forse è tempo di cercare alla fonte le origini e le ragioni della complessità della vita, risalendo ai veri principi e alle cause, che non sono solo materiali ma, sicuramente, anche di natura sottile.

Da questo livello superiore di esistenza originano gli spunti che poi “precipitano” (in senso alchemico), rivestendosi di materia sempre più densa, anche sul piano fisico, generando la complessità che osserviamo nella dimensione materiale sensoriale.

L’operatore olistico che comprende può “far essere” il suo cliente

Per noi operatori olistici questa comprensione è necessaria, al fine di suggerire al nostro cliente nuovi collegamenti con se stesso, con il proprio corpo e la propria rete di relazioni dando concreti spunti di

cambiamento per un serio lavoro su di sé finalizzato al ristabilimento del proprio benessere.

Pensare che in noi agiscono sensi sottili, che il nostro corpo è intessuto di energie, che nel relazionarci agli altri i nostri centri energetici (i chakra) e corpi sottili si intessono in una danza creativa, che però ha le sue regole: ecco come la conoscenza dell’anatomia sottile può aiutarci a decodificare ciò che succede in conformità anche alla costituzione energetica, che si caratterizza in modo differente da persona a persona.

Studiare l’aspetto sottile dell’essere umano costituisce una fondamentale chiave di interpretazione, spesso più semplice , ma non per questo semplicistica, ovvia, o facile da trovare, come vorrebbe certa new age facilona e orientata alla vendita di qualcosa di semplice e consolatorio a coloro che ne sono in cerca.

L’obiettivo è di avvicinarci a ciò che accade dentro di noi, la comprensione di indagare il senso e la natura del dolore e della sofferenza, capire un po’ di più i nostri meccanismi di difesa e di compensazione e come utilizzare tutto questo per evolvere più consapevolmente avvicinandoci a una maggiore comprensione di quel grande mistero che è la vita dentro ciascuno di noi!