Una macchina che fotografa il campo bioenergetico.

È destino: con Severino Doppi ci troviamo sempre in montagna. Severino è un grande personaggio, carico di energia positiva, entusiasmo e intraprendenza. L’ho conosciuto inizialmente soprattutto come esperto di erbe e di piante, dei loro effetti curativi e delle loro connessioni con il mondo dei corpi celesti. Poi ho realizzato meglio la sua figura di naturopata appassionato ricercatore e sperimentatore. E la passione spesso conduce… Insomma, c’è una sorpresa ed è per parlarne che siamo a Canischio, dove è venuto ad abitare con la famiglia.
La novità è una macchina speciale, uno strumento di bioelettrografia, ideato dal fisico russo Korotkov nel 1995, che ha sviluppato e migliorato le ricerche di un altro russo, Kirlian. Gli chiedo di darmene subito un’idea generale per avere stimoli che facciano scattare la mia curiosità e mi suggeriscano le domande.
“Questa macchina fotografa il campo bioenergetico, partendo dalla foto dei polpastrelli delle dieci dita. Ovviamente, l’uso della macchina è inserito nel contesto di un colloquio informativo sullo stile di vita della persona, la rappresentazione che egli ha del suo stato di salute o di malattia, eccetera. La macchina non sostituisce l’approccio umano. Lo arricchisce. Quando il paziente è pronto si fotografano i polpastrelli delle dita. Con una prima foto abbiamo un’immagine dello stato psicoemozionale e poi, ponendo un apposito filtro, si separa la parte psicoemozionale per ottenere una rappresentazione del suo stato biofisiologico”.
Allora anche le nostre emozioni, anzi l’atmosfera emotiva che ci abita – o in cui abitiamo – può essere fotografata. La possiamo letteralmente vedere!? “ Sì e questo serve per gettare un’occhiata sul nostro stato di salute olistico. La teoria che sta dietro questa pratica è che la malattia si sviluppa prima a livello psicoemozionale e, se non viene risolta a questo livello in un tempo relativamente breve, è il corpo che se ne fa carico, somatizzandola. Un organo si ammala per prendersi a carico del problema. Lo scenario reso visibile dalle due foto che ti ho detto consente di vedere come stanno le cose. È un materiale oggettivo che lo psicologo può utilizzare insieme ad altro materiale parlato e comportamentale per interpretare la situazione del paziente. Alcuni psicologi usano già questa macchina.
Perché i polpastrelli? “Innanzitutto perché sono più facili da fotografare del naso o dell’orecchio, per esempio. I polpastrelli contengono i punti riflessi dei vari organi del corpo. I punti riflessi si trovano dappertutto nel corpo. Il macrocosmo nel microcosmo. Sono sui piedi, sull’orecchio, sul palmo delle mani, sul cranio … La riflessologia basa i suoi interventi su questo presupposto. E, curiosamente, più lontano è il punto riflesso dalla causa migliore è il risultato che si ottiene. Ogni polpastrello è connesso con un organo particolare”.
Sotto il cielo di Canischio oggi è impossibile non essere presi dalla meraviglia, dallo stupore, per come sia complesso e ricco e straordinariamente fascinoso il corpo umano e il corpo stesso della vita. Un territorio inesauribile per l’esplorazione e l’avventura… Domando a Severino come sia arrivato a questa macchina.
“Terminata la scuola di Naturopatia a Torino, in una lezione sul colore, mi sono trovato sulla frontiera di un mondo nuovo che mi attirava. Mi rendevo conto che le vibrazioni e le frequenze del colore agivano su di me e modificavano il mio stato emozionale… Percepisco questo fenomeno come qualcosa di speciale, di miracoloso. Senza saperlo già mi lasciavo guidare dal colore nelle pratiche di erboristeria. Quando facevo le tinture madri non mi attenevo alla lettera al modo canonico di procedere, secondo tabelle codificate.
Mi lasciavo guidare dal colore che in qualche modo regolava il mio intuito. Si affinava la mia percezione. Era bellissimo. La salvia che aveva un verde, il rosmarino ne aveva un altro, l’edera un altro ancora… Prendeva corpo un’ipotesi nuova. Che la cura non era fatta soltanto dai principi attivi contenuti nelle erbe ma anche dal colore che ci portavamo dentro.
Il mondo del colore, in una parola, m’incanta e io voglio approfondire, saperne di più. Faccio una ricerca su Internet e vengo a sapere di un dottore di Locarno, Fausto Pagnamenta, che aveva lasciato il primariato di Pediatra e aperto un Istituto di Cromopuntura. Si tratta di mandare un fascio luminoso colorato su un punto agopuntura. Non è per nulla invasivo. Una lampadina emette la frequenza del colore voluto sul punto del corpo scelto. Qualche esempio? l’arancione dà gioia felicità, per esempio. C’è una teoria dei colori dietro questa pratica. L’arancione posizionato nel centro della mano va a dare forza, energia. E tu senti che arriva.
Naturalmente mi fiondo a Locarno dove il dottor Pagnamenta teneva un corso a breve, anche se di livello superiore. Vado! E seguo questo seminario fantastico. Assimilo molto perché è molto legato alla dimensione psicosomatica , emozionale, che corrisponde alla scuola che ho frequentato. È nel corso di questo seminario che scopro questa macchina GDV, che il dottor Pagnamenta utilizzava. Dal primo momento in cui ho visto questa macchina me ne sono innamorato. E ho cominciato ad anelarla… Una macchina che fotografa qualcosa che a occhio nudo non si vede. È scientifica: viene utilizzata negli ospedali russi per aiutare la diagnosi delle malattie. Il corpo malato, infatti, emette radiazioni disarmoniche. Con la fotografia le disarmonie, in eccesso o in difetto, vengono rese visibili. Che il paziente possa vedere è importantissimo.
L’ho acquistata in Germania. Ha un mercato ristretto. In Italia ce ne sono solo 10. È prodotta in Russia. È un anno che la uso. È una macchina poliedrica: fotografa tutto ciò che emette una vibrazione. Ho fotografato, per esempio, gli agridetergenti di Brillor, ad Alice, confrontandoli con i detersivi chimici… avresti dovuto vedere la differenza.
Come immaginare il campo bioenergetico? Simile all’atmosfera della Terra. Con funzioni analoghe, di protezione. Per esempio nei confronti dei meteoriti. Il nostro corpo ha la sua atmosfera, il nostro corpo eterico. È qualcosa che fa da membrana protettiva o da filtro. Si tratta di un campo energetico. Che ha funzioni protettive a tutti gli effetti. Viene meno nel momento in cui sei più debole. È una sorta di difesa immunitaria. È questo che viene fotografato dalla macchina. La macchina emette una piccolissima scarica che cattura questo campo. Si chiama effetto corona. L’originale è una foto in bianco e nero, che un software specifico può tradurre in colori. A noi interessa vedere l’armonia o la disarmonia, dove ci sono dei buchi o degli eccessi. Con l’esperienza si può avere indicazione su dove o cosa”.
Andrò a casa sua a ‘provare’ la macchina. Sono emozionato nel vedere le foto del mio campo bioenergetico. E ancora di più quando mi rendo conto che l’interpretazione che ne dà Severino calza abbastanza la mia situazione. Mi rendo conto che quelle foto sono una opportunità notevole per fare il punto sul proprio stato di salute globale. Gli chiedo come sia nata la sua vocazione da naturopata. “Io aiuto le persone a prendere coscienza del proprio disagio e cosi facendo le porto a innescare il processo di autoguarigione . Ho lavorato dodici anni in ospedale psichiatrico a Collegno. Ho visto la sofferenza di moltissime persone. Mi sono reso conto che molte persone erano state internate da piccole solo perché erano strane. Poi la diagnosi aveva segnato il loro destino. Da qui è nato tutto. Una lezione di vita: 12 anni in ospedale psichiatrico. Ho trovato la mia strada”.
Una conclusione generale dal tuo lavoro e dalla tua esperienza?
“Anche le foto della GDV rivelano che la malattia è un blocco dei flussi energetici e deriva da blocchi. La guarigione è sbloccare, lasciar fluire, scorrere. Dunque esprimere liberamente e creativamente. Una civiltà o una cultura che blocca, comprime, impedisce, è patogena. Oggi sentiamo tutti il bisogno di liberare, di esprimere, di sciogliere le paure. I modi di accostarsi al processo di sblocco e di espressione si stanno moltiplicando. Si può dire che non ci sia settore della vita in cui questo bisogno non trovi le sue forme. È al centro della nostra epoca”.