Proporre dei seminari oggi, in una società dei consumi come è quella in cui siamo immersi, può sembrare fuori luogo. Molti potrebbero chiedersi a cosa possono servire i cristalli, perché prendersi la briga di conoscerli e poi di utilizzarli.
Il modo per dare risposte concrete a queste domande è l’esperienza. Ecco la motivazione che mi spinge a promuovere questi incontri.”
Conoscere i cristalli è facile ma occorre l’esperienza. E a proposito della “comunicazione”, è vero che non parlano,….può darsi, dipende,……con me chiacchierano molto!
Le pietre parlano, comunicano, hanno sentimenti e soprattutto danno dei grandi consigli su come cambiare la vita e mettersi in gioco.
Sono stato soprannominato «L’uomo che parla con le Pietre».
Li ho conosciuti quando ero bambino e scorrazzavo per la campagna dove sono nato e cresciuto. Mi hanno fatto da balia e vivendo quotidianamente con loro mi hanno insegnato il loro linguaggio aprendomi le porte del loro Regno.
Vi assicuro che non sono né mute e né sorde, anzi lasciano senza parole…di sasso, aiutano ad ascoltare i silenzi e a riempire i vuoti dell’incomprensione.
Una convinzione ben radicata nella società dei nostri tempi, è di considerare vivente ciò che si muove e proferisce parole, perciò i cristalli, non possedendo queste virtù, sono stati per lungo tempo e, per alcuni lo sono ancora, considerati oggetti di valore, di bellezza, talismani muti ed immobili.
Solo conoscendoli si può dar loro un valore superiore e l’unico modo per farlo è provarli dal vivo, sentendoli.
E’ giusto non crede alle parole e alle esperienze di chi, come me, si mette allo scoperto e racconta cosa la vita gli ha dato di conoscere, è lecito il dubbio e la diffidenza, ma credo che la più grande offesa che possiamo compiere verso noi stessi è di non credere a ciò che sentiamo e proviamo interiormente. Perciò bisogna mettersi in gioco.
Ancora non esiste una macchina capace di misurare la qualità dei sentimenti, dobbiamo ancora credere ciecamente alle nostre sensazioni senza un punto di confronto.
Due debolezze umane, antiche come il mondo, che stanno egregiamente convincendo le menti collettive, tanto da allontanare il desiderio di fare esperienza sono: l’apparenza e la faciloneria.
“Tutto e subito”, porta bandiera di questa società con il fiato corto e alla rincorsa di ideali, si scontra ogni giorno con “Niente e mai”.
L’apparenza ha sempre ingannato e condizionato le scelte umane, perché la verità la vede chi ha occhi per guardare, orecchie per sentire e intuito per percepirla nascosta dietro l’in-credibile.
La faciloneria, invece, sta imperversando come uno tsunami, in questa Era di progresso, che ha tutta l’aria di esplodere in un vero e proprio Delirio Universale, tuttavia senza Arca e nemmeno vie di fuga.

I Cristalli, per fortuna, a dispetto di questa convinzione, sono vivi, lo insegna anche la scienza fin dai primi approcci scolastici, definendoli i rappresentati del primo Regno della Natura, quindi, sono a tutti gli effetti: esseri viventi.
I Cristalli ci educano ad Essere Umani Viventi, invece che Avere.
La scienza, come ben sappiamo, si basa su deduzioni attendibili e prima di emanare verdetti e approvare tesi, cerca sempre conferme per mezzo della sperimentazione. “
Percepire la voce dei cristalli e interpretare i loro messaggi è semplice, occorre integrarsi al loro Regno, accettando di cambiare i propri punti di vista e sviluppare la percezione sensoriale. Chi non si integra, rischia poi di dis-integrarsi.

Entrare in un Realtà diversa da quella che conosciamo e che riteniamo, presuntuosamente unica, è tanto complicato quanto riuscire ad adattarsi ad una cultura diversa da quella in cui siamo cresciuti, a cui ci siamo abituati fin da bambini e che ha plasmato il nostro stato mentale.
Le abitudini nel tempo diventano abiti i quali si trasformano addirittura in abitazioni.
Così come è imbarazzante e difficoltoso vincere i timori, le tentazioni, i pudori e togliersi gli abiti per rimanere completamente nudi ed indossarne altri, nuovi, consoni a un vivere più sano e improntato sul piacere, allo stesso modo è arduo sradicare abitudini dal nostro spirito di conservazione che, nutrendosi di paure, esperienze poco costruttive e traumi, è divenuto un granitico “mostro” vorace, che non vuole mollare la presa perché, senza muri e riferimenti materiali sente il vuoto che è la vera nudità vestibile e terra fertile del sentimento e della libertà.
Immaginiamo, per esempio, di dover migrare verso un paese straniero a cercare lavoro, come peraltro accadde ai nostri antenati.
Bene, fin quando non riusciamo a entrare nel meccanismo collettivo della comunicazione verbale, nelle tradizioni, negli usi e costumi del popolo che vive nella Terra in cui abbiamo deciso di integrarci, è ovvio che ci sentiamo a disagio e siamo incapaci di incarnare l’anima di quel paese e della sua gente.
Quando finalmente riusciamo a sintonizzarci alle sue modalità esistenziali, ecco che, finalmente, ci sentiamo partecipi, ci riconosciamo suoi cittadini e non più stranieri incapaci di adattarci.
Per entrare nel Regno Minerale, occorre, quindi, conoscere le sue leggi che non sono affatto diverse da quelle universalmente conosciute dai sentimenti.
Per comunicare con i cristalli e varcare la Porta sottile, immaginaria, che crediamo ci divida nettamente e impedisca ogni tipo di contatto e informazione, è necessario conoscere la password, avere la chiave d’accesso compatibile, apprendere il metodo che permette di decodificare il loro linguaggio fatto di silenzi e immobilità che, incontrando il nostro profondo, generano sensazioni, emozioni, reazioni fisiche e cambiamenti interiori.
I cristalli parlano all’anima attraverso i sentimenti.
Le distrazioni che la realtà visibile ci crea, sono carismatiche perciò, indeboliscono la nostra  coerenza d’ascolto, l’intuizione e la fiducia nel nostro sentire.
Questo è il subdolo e meschino gioco dello spirito di conservazione.
I Cristalli accordano la Vita alla nostra più alta aspirazione, ricordandoci la VIA e risvegliando in noi il senso del piacere.
Integrarli nella nostra quotidianità e decidere di scoprirci per conoscerli, è il primo passo da compiere per mette in atto un processo per mezzo del quale acquisire una coscienza, una cultura e uno stile di vita cristallino, ossia trasparente.
In un tempo dove la frenesia si sta impossessando delle libere azioni personali, la nostra capacità di adattamento ai cambiamenti è messa a dura prova, la crisi è la ovvia conseguenza; occorre restare al passo con i ritmi di un’evoluzione turbolenta, rimanendo anche in accordo con i propri.
I cristalli la rendono accettabile e sono i frutti migliori nei momenti di svolta.